La superficie aziendale si estende su circa dieci ettari di vigneto, quasi tutti ubicati nel comune di Rionero in Vulture e potati a cordone speronato doppio. La varietà dominante è naturalmente l’Aglianico, coltivato in tre parcelle: ai cinque ettari che circondano la cantina, piantati nel 2006, se ne aggiungono due di recente impianto (2008) sul versante che volge verso Melfi, senza dimenticare una vecchia vigna di circa quarant’anni (1 ettaro) ubicata su un poggio a qualche chilometro da Monticchio Bagni. Completa il quadro due ettari dedicato alla Malvasia, la varietà a bacca bianca tradizionalmente coltivata nel comprensorio vulturino. Le altimetrie sono importanti, in media sono abbastanza alte quelle delle vigne (tra i 400 e i 600 metri s.l.m.), le precipitazioni non rilevanti come lo è, invece, l’escursione termica, che porta la notte il termometro a temperature fresche d’estate e molto rigide d’inverno.

I terreni sono sufficientemente diversi da zona a zona: si va dai Tufi chiari subaerei - le formazioni piroclastiche più antiche - generalmente non stratificati, colore da grigio chiaro a giallo bruno chiaro, a materiali coerenti caratterizzati da pomici in quantità variabile, frammenti di minerali di rocce ignee e sedimentarie, riferibili alle manifestazioni iniziali (Pleistocene Inferiore), alle rocce di colore variabile dal grigio scuro al nero, compatte di Rapolla, ai tufi scuri a Rionero e Barile, fino alle sabbie grigie, gialle e rossastre, con incrostazioni e livelli travertinosi con presenza di lapilli grossolani di Venosa di epoca più recente), i dati non trascurabili in relazione ai terreni sono la granulometria, per capire il rapporto tra acqua e pianta, la pendenza, le altimetrie e soprattutto il ph dei terreni per un corretto assorbimento dei nutrienti e perché non si verifichino carenze. In questa zona si tratta di un ph da mediamente ad altamente alcalino.

Il Vitigno Originario della Magna Grecia, l’Aglianico ha foglia media, pentalobata, pagina superiore glabra, grappolo medio, abbastanza compatto, non sempre alato, cilindrico o conico, acino medio-piccolo, forma sferica; buccia molto pruinosa, di colore blu-nero, di poca consistenza e medio spessore. La pianta ha buona capacità di sintesi zuccherina, il vitigno cospicua materia colorante e ottima acidità, vigoria medio-alta, produttività abbondante e costante. L’epoca di vendemmia è media o tardiva (sino ai primi di novembre).

Si contano almeno 4 cloni nel Vulture: il VCR 11 e il VCR 14 del 1997 e il VV 401 e il VV 404 del 2005, senza contare i cloni taurasini che, talvolta, anche qui trovano dimora. La quantità di vigna di età avanzata, dai trenta ai sessant’anni, è ancora cospicua.








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